I anno, opzionale, CFU 6
Proff. Maurizio Caperna e Marina Docci
Il corso ripercorre lo sviluppo storico del restauro architettonico dalla seconda metà del Settecento al secondo dopoguerra. L’indagine prende avvio dagli sviluppi culturali tra Sei e Settecento che conducono al restauro inteso in senso moderno, con riferimenti anche alle prime anticipazioni nel campo scultoreo e pittorico. Segue la stagione neoclassica, che inaugura gli interessi archeologici e le prime operazioni di liberazione e reintegrazione dei monumenti antichi. In contrapposizione, la riscoperta del Medioevo nella cultura europea del primo Ottocento favorisce l’affermazione del restauro stilistico, di cui si analizzano i principali protagonisti, gli interventi e le riflessioni teoriche, alla base di un’azione ormai sempre più diffusa e di successo nel panorama del vecchio continente.
Il riconoscimento del valore storico e testimoniale dell’architettura del passato segna però un diverso passaggio cruciale: il rispetto per l’autenticità materiale dei monumenti conduce, negli ultimi decenni dell’Ottocento, a posizioni teoriche contrarie al ripristino stilistico. L’affermazione della metodologia filologica e dell’analisi archeologica all’inizio del Novecento definisce così un nuovo quadro disciplinare per la conservazione. Nei decenni successivi si stabiliscono riferimenti normativi e si amplia rapidamente il campo d’azione, includendo l’ambiente storico urbano. I gravi danni della seconda guerra mondiale introducono infine nuove condizioni e nuovi problemi: le esperienze operative e il dibattito che ne derivano pongono le basi per una rielaborazione critica del concetto stesso di restauro, aprendo una nuova stagione della disciplina.
