Conservazione dei materiali e chimica applicata

I anno, obbligatorio, CFU 10
Proff. Angelica Pujia e Stefano Borghini
Contributi di Maria Grazia Filetici, Anna Maria Pandolfi, Maria Laura Santarelli, Alessandro Massari, Roberto Castelluccio, Alessandro D’Alessio, Antonella Docci, Federica Antonelli, Domenico Poggi, Marco Bartolini, Giuliana Taglieri, Laura Rivaroli, Alessandro Zanini e Stefano Podestà


Il corso si inserisce nell’ambito della moderna scienza della conservazione, in costante evoluzione grazie al contributo integrato di ricerche e competenze interdisciplinari. L’attività formativa mira a fornire strumenti utili ad affrontare le problematiche conservative dell’architettura storica nel suo contesto ambientale, orientando alla definizione di progetti fondati su un quadro conoscitivo organico e scientificamente motivato. All’impianto tradizionale della disciplina, volto a sviluppare la conoscenza dei materiali e delle tecniche conservative, l’insegnamento vuole associare una impronta pratica, legata all’esperienza maturata dai docenti, da anni operativi all’interno del Parco archeologico del Colosseo, oltre a un’attenzione rivolta agli aspetti procedurali e al rapporto tra conservazione e valorizzazione.
La conservazione, negli ultimi anni, ha dovuto sempre più mediare con logiche di fruizione da interpretarsi come moltiplicatori di conoscenza della cultura architettonica e artistica del passato, adottando soluzioni anche altamente tecnologiche. Il corso indaga questa convivenza, tecnica e culturale, attraverso esempi e soluzioni adeguate alle nuove sfide.
Particolare attenzione sarà dedicata alla caratterizzazione dei materiali, all’analisi dei meccanismi di degrado, alla valutazione della compatibilità e reversibilità degli interventi, anche attraverso metodologie diagnostiche e di intervento di ultima generazione. L’insegnamento affronta inoltre le relazioni tra conservazione e fattori ambientali, considerando le esigenze di sostenibilità in linea con i principi di conservazione preventiva e programmata. L’analisi di casi di studio evidenzia l’unicità di ogni intervento e la necessità di un costante dialogo tra istanze storico-critiche ed estetiche.
Il percorso si completa con un cantiere didattico, utile a integrare teoria e prassi, in continuità con una tradizione culturale che riconosce nella loro sintesi il fondamento della disciplina.

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